Diario di un ragazzo chiuso in casa – Pietro

Diario di un ragazzo chiuso in casa
di Pietro Pinarelli

8.45: Mi sono appena svegliato. Per la prima volta da quando sono nato mia madre, mentre sorseggia la sua solita tazza di the, non dice di essere in ritardo.

9.00: Vedo mio padre, come al solito alla ricerca dei suoi occhiali smarriti, mettere il guinzaglio al mio gatto. Lucchetto pero’ non sta al gioco, non capisce la situazione.

Per il ventesimo giorno di fila mio padre torna in terrazza a stendere il bucato, lì almeno prende aria.

9.15: Inizio la colazione. Come al solito ho una bella sfoglia alla crema. Mia zia pur di uscire si inventa: “Devo dare da mangiare a mio nipote!” anche se ho la casa piena di biscotti.

9.30: Come accenno ad accendere la playstation, mi

arriva un messaggio: “Pinarelli sei in ritardo, la video lezione è iniziata”.

9.35: Entro in video lezione con la sfoglia ancora tra i denti. La professoressa mi dice di non mangiare, non faccio in tempo ad appoggiarla nel piatto che la vedo sparire.

Mio padre ha colpito ancora!

10.00: Mia mamma entra in camera fissando lo schermo del computer chiedendomi: “Stai facendo video lezione?” Siamo al secondo mese di quarantena e ancora non lo ha capito.

10.30: Sento Lucchetto, mentre si risveglia dal suo consueto pisolino, miagolare. Mio padre ha riprovato a mettergli il guinzaglio.

10.45: Mi dimentico di spengere la video camera, vengo beccato mentre cerco su google: “riti mistici per sopperire alla mancanza di sport”.

Prima nota della giornata.

11.00: Pausa dalla video lezione, prima che mi possano vedere mi dirigo sotto casa con la spazzatura che avevo nascosto la sera prima.

11.30: Mio padre esce di casa per andare a fare la spesa tra la commozione generale mia e di mia mamma.

11.35: Sento suonare il campanello. Si e’ dimenticato la mascherina.

11.40: E’ di nuovo lui. Si e’ dimenticato l’auto certificazione.

12.15: Ultima video lezione della giornata.

12.30: Mi scordo di spengere il microfono, al sesto canto dell’ Iliade mi parte un: “che coglioni!”

Seconda nota della giornata.

12.50: Di mio padre non c’e’ traccia.

13.00: Mio zio discute su cosa comporta il “Corona Bond”:l’ultima volta che aveva parlato di politica Momo Salah la metteva all’incrocio dello Juventus Stadium.

13.30: Sentiamo degli applausi provenire dalla strada, mio padre e’ tornato a casa. Non riceveva questo affetto da quando tre anni prima mi disse: “Pietro ti porto al Cavallino Matto!”

14.00: Finalmente si mangia.

14.30: Finalmente il momento del relax, ottimo per un pisolino.

14.31: Mio cugino, con le sue solite Vans distrutte, inizia i lavori sotto casa.

14.32: Il fornaio (ce l’abbiamo sotto casa) inizia a fare il pane.

15.00: Inizio i compiti.

15.20: Mio padre mi sgrida dicendomi che non posso replicare le schiacciate di Lebron James nel canestrino in salotto.

15.45: Tutto sembra calmo. Mio padre sta lavorando e il gatto dormendo.

15.50: Mi sbagliavo, mia mamma ha impugnato l’aspirapolvere, si salvi chi può!

16.15: Dopo aver ascoltato 7 audio, scaricato 8 schede e visti 5 video sul “come si scompongono i trinomi”, finalmente finisco i compiti: la goduria è ai livelli di quando mi venne regalato il Nintendo 3ds.

16.45: Come provo a chiudere la porta di camera mia, vengo sfidato da mio padre a ping pong. La Playstation puo’ aspettare.

17.00: Inizia la partita, la tensione è altissima.

17.30: Batto in scioltezza sia mio padre che mia madre, mentre mi ritiro in camera mia cerco di evitare i paparazzi che mi vogliono intervistare.

17.31: In realtà sono solo mia zia con altri biscotti e Lucchetto che mi morde per avere da mangiare. Mi sono

un pò montato la testa con ‘sta storia del ping pong.

E così, dopo aver assistito all’oramai immancabile

bollettino delle 18, la giornata volge al termine. Dopo una deliziosa cenetta, preso dalla stanchezza del non far niente, mi fiondo a letto.

Tranquilli sono in regola, per andarci non serve l’autocertificazione!

Pietro Pinarelli,15 anni

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